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| Solare termico |
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Si tratta di una tecnologia semplice e consolidata da decenni che permette cospicui risparmi oggi amplificati dal meccanismo della detrazione IRPEF pari al 55% in tre anni. Gli impianti hanno due tipi di funzionamento. Quelli tradizionali “a circolazione naturale”, sfruttano il principio dei fluidi accumulando l’acqua calda direttamente a monte dei pannelli. Questo determina la tipica visione del vaso di accumulazione sopra ai tetti. Il limite estetico di questo piccolo serbatoio di acqua è stato superato brillantemente con vari metodi: colorazioni in linea con le coperture, finti camini ed altro ancora. Chi volesse evitare il vaso di accumulazione sul tetto (lasciando solo i pannelli) può optare per un impianto a circuito forzato. Grazie alla presenza di una pompa elettrica, l’accumulatore di acqua calda può essere posto all’interno dell’abitazione. Questi impianti hanno una resa termica leggermente superiore ai precedenti pur presentando lo svantaggio di necessitare di una minima quantità di energia elettrica. Un altro aspetto da conoscere è che di solito non è l’acqua a venire riscaldata all’interno del pannello solare ma un apposito fluido (che resiste alle temperature sotto zero) che poi circolando (in modo naturale o forzato) cede il suo calore al circuito dell’acqua, riscaldandola. La progettazione dell’impianto deve tener conto dell’utilizzo che se ne vuole fare: solo produzione di acqua calda sanitaria o anche integrazione del riscaldamento (realistico solo per chi usa le “basse temperature” come quelle dell’’impianto a pavimento). In quest’ultimo caso il sistema va progettato nel suo complesso e sarebbe quindi preferibile scegliere il momento della nuova costruzione o del cambio della caldaia. Un metro quadrato di collettore solare può scaldare a 45÷60 °C tra i 40 ed i 250 litri d'acqua in un giorno, a secondo del periodo dell'anno. Le dimensioni orientative per la scelta di un sistema compatto sono di circa 0,6–0,8 metri quadrati per persona. Nell’arco dell’anno, con un impianto solare così dimensionato, si può risparmiare mediamente l’80% dell’energia necessaria alla produzione dell’acqua calda sanitaria. Il tempo di rientro economico dell’investimento dipende dal sistema che si va a sostituire/integrare: mediamente può essere di 2-4 anni a seconda del tipo di impianto e dei consumi effettivi. Oltre ai benefici “al portafoglio” questo impianto contribuirà a non immettere in atmosfera una quantità di anidride carbonica che può arrivare a 2.000 Kg all’anno per una famiglia di 4 persone !
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